Visualizzazione post con etichetta Francia. Mostra tutti i post
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lunedì 4 marzo 2019
La RAI dei servi intervista Macron per glorificare i poteri finanziari
di: Luciano Lago
Come preannunciato dallo stesso conduttore , Fabio Fazio, questi ha realizzato una sua intervista a Emmanuel Macron, l’attuale presidente francese, ed ha in programma di trasmettere tale intervista nel corso della sua stucchevole e faziosa trasmissione “Che Tempo Che Fa”, come grande evento giornalistico.
venerdì 7 dicembre 2018
I Gilet gialli pronti all’assedio di Parigi. L’Eliseo teme il colpo di Stato
Parigi, 7 dic – La tensione è salita alle stelle. In vista di domani, infatti, i gilet gialli hanno chiamato la quarta mobilitazione. Che viene presentata e percepita da molti come l’«assalto finale» per ottenere le dimissioni di Marcon. Viste le violenze che si sono susseguite nei giorni scorsi, il governo ha predisposto lo spiegamento di circa 89mila poliziotti, 8mila nella sola Parigi. La capitale, infatti, è la più a rischio. Domani la città sarà blindata: chiuso il Louvre, chiusa la Torre Eiffel, chiusi numerosi altri musei, negozi con le saracinesche abbassate, banche transennate.
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martedì 4 dicembre 2018
I gilet gialli? Il popolo comincia a svegliarsi dopo tanti soprusi
di:Alain de Benoist
Alain de Benoist, la Francia, da una decina di giorni, vive l’era dei gilet gialli, e i commenti sono già numerosi. Fuoco di paglia o onda di fondo? Nuova fronda? Nuova rivolta contadina? Qual è il suo sentimento?
“Cinque anni fa, all’incirca negli stessi giorni, il 23 novembre 2013, mi avevi chiesto del movimento dei berretti rossi. Ho quindi richiamato la vostra attenzione sul fatto che “tutte le proteste o rivolte di una certa portata a cui stiamo assistendo oggi vengono create ai margini o lontano dai partiti e dai sindacati, che non sono affatto ovviamente più capaci di incarnare o trasmettere le aspirazioni della gente”.
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martedì 27 novembre 2018
I gilet gialli e la tirannia degli usurai
di: Roberto Pecchioli
Prosegue la
protesta degli automobilisti francesi che invadono Parigi con i loro
giubbotti gialli, simbolo della collera incubata da almeno un anno,
maturata con il passaparola in rete fino all’occupazione dei centri
nevralgici della Francia. Macron si indigna e dispone la dura
repressione della polizia, ma il movimento ha buone ragioni, molti
sostenitori, nemici potenti e un convitato di pietra, l’Unione Europea.
Il motivo del contendere sembra modesto, a uno sguardo superficiale.
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venerdì 6 luglio 2018
Alain Soral: avanza la dittatura mondialista sulla Francia
Il 13
Dicembre 2017 la pagina di Facebook del famoso filosofo e scrittore
francese Alain Soral è stata rimossa senza preavviso , così come una
pagina del suo movimento ” Égalité et riconciliazione” , sul quale si
sono postati più di 288 mila utenti.
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martedì 10 aprile 2018
La TimeLine del Nuovo Ordine Mondiale Napoleone
1769-1785: PRIMI ANNI
Napoleone Bounaparte nasce il 15 agosto 1769 da una famiglia aristocratica dell’isola italiana della Corsica. È cresciuto cattolico, ma diventerà un Deista nella sua vita adulta (credente in Dio come il Creatore).
All’età di 10 anni, viene iscritto ad una scuola religiosa in Francia, dove adotta una versione francese del suo nome italiano. Successivamente, sarà conosciuto come Napoleone Bonaparte.
mercoledì 10 maggio 2017
La Francia cadrà nel baratro totale con l'elezione di Macron
di: Thierry Meyssan
Kadima ! En Marche! Avanti, March!
I francesi, lungi dal misurare il loro errore, sono ancora
sotto ipnosi e non dovrebbero svegliarsi prima della fine delle elezioni
legislative.
«Sotto i nostri occhi» – Cronaca di politica internazionale n°239
Dopo aver eletto come Presidente della Repubblica in successione un agente della CIA e un impiegato degli emiri del Golfo, i francesi si son fatti truffare una terza volta, ora da un prodotto israeliano. Credono di avere allontanato lo spettro del fascismo votando per un candidato sostenuto dalla NATO, dai Rothschild, da tutte le società quotate dell’indice CAC40 e dalla stampa unanime.
Dopo aver eletto come Presidente della Repubblica in successione un agente della CIA e un impiegato degli emiri del Golfo, i francesi si son fatti truffare una terza volta, ora da un prodotto israeliano. Credono di avere allontanato lo spettro del fascismo votando per un candidato sostenuto dalla NATO, dai Rothschild, da tutte le società quotate dell’indice CAC40 e dalla stampa unanime.
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lunedì 24 aprile 2017
Francia: La sinistra mondialista acclama il nuovo “enfant prodige” Macron, scelto dai banchieri Rothschild
di: Luciano Lago
Tutto come previsto il risultato al primo turno delle elezioni presidenziali in Francia: vincono i due candidati largamente favoriti, Emmanuel Macron e la Marine Le Pen. Il primo, il giovane Macron, rappresenta largamente l’establishment della grande finanza e dell’elite politica dominante in Francia, quella collegata con la massoneria ed i circoli dei potentati finanziari sovranazionali.
Che sia di centro o che sia di destra o che appartenga alla sinistra social democratica (quella stessa sinistra squalificata del presidente uscente Francois Hollande), conta poco o nulla. Si tratta soltanto di distinzioni formali dei vecchi schemi del 900 ormai obsoleti.
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giovedì 16 giugno 2016
L’Europa sta esplodendo, fra Brexit e rivolte. l'elite usa la solita strategia della tensione per addomesticare i popoli
di: Mauro Bottarelli
Mentre mercati e istituzioni politiche si godono l’alibi del Brexit per giustificare quanto sta accadendo sugli indici del Vecchio Continente (leggi banche italiane e spagnole alla frutta), i manovratori stanno già lavorando al tassello di destabilizzazione successivo. Ad oggi, fonte un sondaggio commissionato da un grosso hedge fund londinese, il Bremain è al 52% e il Brexit al 48%: si tratta di rilevazioni di flussi cominciate a marzo e con cadenza ogni quindici giorni e domenica prossima verrà resa nota l’ultima, prima del periodo di embargo. Insomma, i giornali hanno tentato la mossa austriaca del panico da salto nel buio quando hanno parlato di 55% a 45% per il Brexit (The Independent) e addirittura uno scarto di 19% punti annunciato da Opinium domenica.
Mentre mercati e istituzioni politiche si godono l’alibi del Brexit per giustificare quanto sta accadendo sugli indici del Vecchio Continente (leggi banche italiane e spagnole alla frutta), i manovratori stanno già lavorando al tassello di destabilizzazione successivo. Ad oggi, fonte un sondaggio commissionato da un grosso hedge fund londinese, il Bremain è al 52% e il Brexit al 48%: si tratta di rilevazioni di flussi cominciate a marzo e con cadenza ogni quindici giorni e domenica prossima verrà resa nota l’ultima, prima del periodo di embargo. Insomma, i giornali hanno tentato la mossa austriaca del panico da salto nel buio quando hanno parlato di 55% a 45% per il Brexit (The Independent) e addirittura uno scarto di 19% punti annunciato da Opinium domenica.
lunedì 11 aprile 2016
Proteste e scontri in tutta la Francia contro il “Job Act” di Hollande
Non trova
pace la Francia dove si sono riaccese oggi forti proteste di piazza sia a
Parigi che in altre località francesi per manifestare contro la riforma
del lavoro (Jobs Act) imposta dal Governo di Holland e Valls.
Scontri con la polizia si sono verificati a Rennes dove 19 persone sono rimaste ferite. I manifestanti si sono radunati in massa nelle piazze per gridare forte il loro rifiuto alla riforma governativa proposta dal Governo nel mese di Marzo ed in particolare a quella parte del decreto che riduce il pagamento delle ore extra a meno della metà rispetto alle norme precedenti.
Scontri con la polizia si sono verificati a Rennes dove 19 persone sono rimaste ferite. I manifestanti si sono radunati in massa nelle piazze per gridare forte il loro rifiuto alla riforma governativa proposta dal Governo nel mese di Marzo ed in particolare a quella parte del decreto che riduce il pagamento delle ore extra a meno della metà rispetto alle norme precedenti.
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martedì 29 marzo 2016
Il deputato belga Laurent Louis sugli Attentati a Bruxelles: è un false flag e accusa i servizi segreti
nota personale:
Come avevamo previsto tempo fa, il terrorismo islamico è stato creato, finanziato e gestito per avere un nuovo spauracchio, con cui minacciare e tenere nel terrore i popoli dell'Europa intera.
Questi recenti attentati avvenuti a Bruxelles, come quelli avventi in Francia, sono la normale escalation di operazioni sotto copertura gestiti dai servizi segreti (false flag), che porteranno alla centralizzazione del potere e ad uno stato di controllo e repressione che ancora l'europa non conosce.
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martedì 22 marzo 2016
La farsa dell'arresto del terrorista jadhaista a 300 metri dalla sua casa.
di: Maurizio Blondet
Chissà perché nell’arresto di Salah Abdeslam qualcosa suona falso. Ricercatissimo, doveva essere in Siria nei ranghi di Daesh, invece era nel quartiere dov’è nato e vissuto, Molenbeek, Bruxelles. Ma non aveva amici nel Califfato? Del resto anche il 14 novembre 2015, dopo che lui e la banda jihadista avevano fatto le stragi del Bataclan e del Caffè Voltaire, più quella mancata allo Stade De France, se n’era scappato con i complici a Molenbeek, da Parigi; tre ore di auto, la macchina viene fermata dalla polizia a Cambrai, e lasciata ripartire verso il Belgio, perché a quell’ora – dice la versione ufficiale – non erano ancora ricercati. E Salah dà all’agente persino il suo indirizzo di Molenbeek. Decisamente è affezionato al suo quartiere. E perché riparare in Siria, dove non conosci nessuno?
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venerdì 4 marzo 2016
Giornalista francese arrestato perché ha collegato gli israeliani ai fatti del false flag di Parigi
di: Kevin Barrett
Di Hamza, il “crimine”: Egli ha rivelato l’origine israeliana dei famosi corpi macabri, nelle foto delle vittime, alcuni in posizioni apparentemente impossibili, sparsi in tutto il pavimento sporco di sangue della discoteca Bataclan. Quella foto, la cui autenticità è stata messa in discussione dai media alternativi, è la base del collage di David Dees ‘sulla copertina di un’altro False Flag francese? dal titolo Tracce insanguinate da Parigi a San Bernardino .
L’arresto di Hicham Hamza è esempio di come la grande tradizione francese di Liberté è stata accartocciata e gettata nella Senna, sulla scia del false flag del 11/13. Lo stato di emergenza che seguì all’attacco è stato ufficialmente prorogato fino Maggio, senza alcuna prova o ragione data, e la sua durata può divenire “a tempo indeterminato”, per tutti gli scopi pratici, permanenti .
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mercoledì 16 dicembre 2015
Elezioni, controriforme e controrivoluzioni
nota personale:
Niccolò Machiavelli affermava che «due sono le prerogative inalienabili del Principe: battere moneta e disporre del monopolio della forza armata».
Ma quando il battere moneta diviene prerogativa di un manipolo di usurai essi si appropriano dell'esercito che richiede i denari e di conseguenza del trono; essi allora divengono il vero potere che si cela nell'oscurità,essi divengono la forza che governa il trono.
white wolf
di: Eugenio Orso
Già ai tempi di Ezra Loomis Pound – poeta nordamericano che ha combattuto, con i suoi scritti e la sua esperienza esistenziale, il crescente strapotere finanziario – democrazia significava dominio delle élite usurocratiche, identificate con i grandi “cravattari”, cioè i prestatori di denaro a strozzo.
Oggi più che mai la democrazia unita al liberismo, ossia la democrazia liberale, sancisce il dominio, anche sul piano politico (oltre che su quello economico-finanziario) dei detentori del grande capitale finanziario, che hanno nella realtà il monopolio delle decisioni di valenza strategico-politica.
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martedì 15 dicembre 2015
l'elite mondialista e i suoi servi bloccano l’avanzata della Marine Le Pen considerata un “pericolo per le oligarchie di potere
di: Luciano Lago
Hanno deciso concordemente, sulla base degli interessi comuni, ed hanno quindi creato il fronte unito dell'”emergenza democratica” dove sono saltati dentro tutti, dagli esponenti della grande finanza, ai grandi media, i docenti ed intellettuali della “gauche a la cart” (a prezzi di listino), ai circoli del “Grande Oriente” di Francia , ecc. In pratica hanno costituito un vero patto elettorale e politico per fermare l’avanzata del Front National (un “Patto del Nazareno” in salsa francese).
Il risultato è stato quello di aver tolto, nel ballottaggio fra i candidati, ogni possibilità al Front National di conquistare il governo di alcuna delle macroregioni francesi. Si è considerato che ci sarà tempo poi per infiltrarlo, per diffamare e screditarne i leaders e togliere al Front National l’iniziale mordente di presa sull’elettorato.
lunedì 14 dicembre 2015
Le elite mondialiste contro il Front National
di: Eugenio Orso
Breve velina, questa. Come da me predetto il Front National francese non ha potuto conquistare neppure una delle tredici regioni d’oltralpe. Nel ballottaggio di oggi i meccanismi basati sulla paura e sulla menzogna, messi in atto dagli euroservi filo-atlantisti, hanno funzionato fin troppo bene. C’era da aspettarselo (e infatti almeno io me lo aspettavo).
Breve velina, questa. Come da me predetto il Front National francese non ha potuto conquistare neppure una delle tredici regioni d’oltralpe. Nel ballottaggio di oggi i meccanismi basati sulla paura e sulla menzogna, messi in atto dagli euroservi filo-atlantisti, hanno funzionato fin troppo bene. C’era da aspettarselo (e infatti almeno io me lo aspettavo).
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mercoledì 9 dicembre 2015
L’Unione Europea cade a pezzi e gli eurocrati fingono indifferenza
Marine Le Pen ha tutte le ragioni nel sostenere che il Brexit
(l’uscita dell Regno Unito dalla UE) sarà la pietra tombale dell’Unione
Europea ma gli eurocrati fingono di non sentire il sinistro
scricchiolio di tutta la costruzione europea che si percepisce dopo il
no secco della Danimarca (al referendum pro Europa) a cui si è aggiunto
il risultato delle elezioni regionali in Francia .
Si poteva pensare che gli eurocrati avrebbero deciso di rispondere in qualche modo allo straordinario successo del Front National della Le Pen alle elezioni regionali in Francia. Nessuna reazione significativa viene registrata, piuttosto si finge indifferenza, come se nulla fosse accaduto. Per l’eurocrazia di Bruxelles la costruzione europea è un dogma di fede e di quelle che sono le preoccupazioni ed il malumore della gente dei paesi europei non è questione che interessi più di tanto i responsabili delle Istituzioni europee. D’altra parte si sa che, per gli eurocrati di Bruxelles, il principale problema è mantenere le loro posizioni di potere ed i loro lucrosi stipendi, oltre ai privilegi ed ai favori dalle grandi lobbies che popolano gli uffici della UE.
Si poteva pensare che gli eurocrati avrebbero deciso di rispondere in qualche modo allo straordinario successo del Front National della Le Pen alle elezioni regionali in Francia. Nessuna reazione significativa viene registrata, piuttosto si finge indifferenza, come se nulla fosse accaduto. Per l’eurocrazia di Bruxelles la costruzione europea è un dogma di fede e di quelle che sono le preoccupazioni ed il malumore della gente dei paesi europei non è questione che interessi più di tanto i responsabili delle Istituzioni europee. D’altra parte si sa che, per gli eurocrati di Bruxelles, il principale problema è mantenere le loro posizioni di potere ed i loro lucrosi stipendi, oltre ai privilegi ed ai favori dalle grandi lobbies che popolano gli uffici della UE.
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giovedì 26 novembre 2015
Francia: dopo l'attacco terroristico restrizione della libertà in mano al potere politico
Nota personale:
Uno degli effetti del falso attacco terroristico avvenuto a Parigi è il poter dichiarare lo stato di emergenza,comeavevamo gia affermato nell'articolo precedente Analisi dell'attacco terroristico di Parigi , con cui un governo straniero e nemico del popolo francese, ( come gli altri governi degli stati europei odierni) abusa della sua autorità annulando i diritti e le libertà degli uomini, se a questo si aggiunge che la popolazione francese è da diverso tempo ostile allo stesso governo Hollande e alla cricca che dirige L'euro truffa, si capisce perfettamente che questo attentato è una manna dal cielo per chi vuole reprimere il dissenso crescente nella nazione.
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venerdì 20 novembre 2015
Analisi dell'attacco terroristico di Parigi
Nota personale:
Quello che è avvenuto a Parigi il 13-11-2015 ormai risulta chiaro ai più attenti, è un operazione dei servizi segreti detta in gergo false flags.
Un attacco di "presunti terroristi" di questo genere non può avvenire senza che le forze di sicurezza e le agenzie di inteligence non siano coinvolte o che diano copertura agli stessi attentatori.
Le dinamiche che si sono viste in questo contesto fanno parte di operazioni militari speciali, qualsiasi agente dei servizi non può che non esserne d'accordo, dal resoconto preciso dell'articolo sottostante si denota che sono coinvolti reparti altamente specializzati dell'esercito, come forze speciali o d'elite che presumibilmente lavorano per gli stessi servizi segreti.
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giovedì 19 novembre 2015
Il premier israeliano Netanyahu aveva minacciato la Francia che il terrorismo sarebbe arrivato da loro
Alcuni mesi fa, prima che avvenissero gli attentati terroristici di "presunta matrice islamica" contro la redazione di charlie hebdo e l'attacco con armi automatiche contro civili di pochi giorni fa a Parigi, in un intervista al premier israeliano Netanyahu, egli non troppo velatamente minaccia la Francia che se riconoscera giuridicamente lo stato palestinese i terroristi potrebbero arrivare in Francia.
Dopo questa minaccia che ancora una volta mostra l'arroganza e la follia di questi psicopatici, la Francia ha subito due attentati terroristici nel suo territorio.
Netanyahu: "se non siete solidali con Israele, allora conoscerete anche voi queste tirannie. Il terrorismo verrà da voi!".
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