Pagine

lunedì 12 marzo 2018

Francia: la lobby sionista passa le “istruzioni” a Macron



di: Alain Soral

Mai come stavolta è palese la dimostrazione simbolica ed il simbolismo di questa 33 ° edizione della cena del CRIF(*) che si è tenuta Mercoledì 7 marzo 2018 a Parigi, sotto la piramide del Louvre, che è stata la prima di Emmanuel Macron come presidente.

Come al solito, il” Consiglio di Rappresentanza delle istituzioni ebraiche di Francia”, il corpo principale della lobby israeliana in Francia, ha approfittato di questo gala annuale per dare “istruzioni” al presidente e rivendicare impegni. Nel menu: repressione della libertà di espressione e di opinione su Internet, opposizione alla riedizione degli opuscoli di Louis-Ferdinand Celine e riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele.

Il termine "globalista" viene associato con l'antisemitismo, la nuova censura è pronta


E’ successo mercoledì, alla Casa Bianca, durante la conferenza stampa che aveva come argomento le dimissioni di  Gary Cohn, il direttore del Consiglio Economico Nazionale di Trump, andatosene perché contrario ai dazi annunciati dal presidente.

Il giornalista di Fox News, John Robert, chiede: Cohn “è un notorio sostenitore del libero commercio, un globalista. Il presidente lo sostituirà con un altro globalista, un altro liberista?”. Il   giorno prima  un uomo di Trump, Mick Mulvaney, direttore dell’ufficio amministrativo della Casa Bianca, nel salutare il dimissionario Cohn, aveva twittato: “Mai avrei immaginato di lavorare così bene con un “globalista”. Cohn è uno degli uomini più intelligenti  con cui ho lavorato”. Terzo, Trump in persona, giovedì, parlando di Cohn, ha detto: “E’ un globalista, è indiscutibile, ma sapete, è a suo modo è anche un nazionalista perché ama la patria”.

martedì 6 marzo 2018

I media di regime non vogliono capire il discorso di Putin. Vogliono la guerra




Le osservazioni del presidente Putin sui progressi della Russia nel suo riarmo nucleare hanno scatenato il panico in Occidente sui presunti piani di Mosca di dare il via a una corsa agli armamenti e di iniziare una nuova Guerra Fredda. Ma quello che gli osservatori hanno ignorato era il nucleo centrale del suo messaggio – ovvero che è stato lo stesso Occidente a costringere la Russia a sviluppare le sue capacità militari tra le infinite provocazioni.

Vladimir Putin ha reso chiaro che Mosca è sulla difensiva, anni dopo aver inutilmente chiesto ai suoi “partner” occidentali di smettere di circondare la Russia con una rete di armi strategiche, basi e conflitti che cambiano l’equilibrio di potere – dal Medio Oriente all’Europa dell’Est.

sabato 3 marzo 2018

Putin lancia un avvertimento ai nemici della Russia




Il presidente russo Vladimir Putin, in occasione del suo discorso annuale al Parlamento Russo, ha presentato la produzione delle nuove armi che renderanno “del tutto inutili” le difese della NATO, lanciando un avvertimento al mondo intero sulla risorgente potenza militare della Russia.

Vladimir Putin, ha descritto le nuove armi sperimentate dalla Russia fra le quali un nuovo missile da crociera, con capacità nucleare e con portata “illimitata” in grado di eludere qualsiasi sistema di difesa aerea.

giovedì 1 marzo 2018

I vinti e i vincitori. I conti della storia







di: Umberto Bianchi


In Italia è oramai divenuta prassi ordinaria, di fronte a tutte quelle tensioni e fibrillazioni politiche che rischiano di mettere in pericolo l’establishment, tirare fuori da un impolverato cilindro, lo spelacchiato coniglio di un vittimismo antifascista “ad usum delphini”. I coribanti del “politically correct” con il loro agitarsi e strillare, sembrano, però, essersi lasciati lungo la strada un qualcosa di macroscopico. Nel lungo fluire delle umane vicende, se qualcuno non se ne sia ancora accorto, a far la Storia non è mai, o quasi, un solo e monotematico attore, ma, più e più parti, contornate da una serie di elementi e contesti, di cui bisognerebbe ben tener conto, prima di vomitare banalità, falsità e distorsioni che, statene pur certi, oltre a non aiutare ad avere un quadro chiaro ed esauriente del tutto, finiscono, invece, con il fare il giuoco dell’establishment dei vari poteri costituiti, a cui tutto interessa, meno che vari  popoli abbiano una chiara coscienza storica, in grado di fornir loro una guida per il presente ed il futuro.

lunedì 26 febbraio 2018

Elezioni in un Paese occupato



nota personale:

Nelle democrazie usuraie, la più crudele delle truffe è stato fare credere alle masse che votando questo o quell'altro pupazzo, si possa ottenere un cambiamento, cambiamento che naturalmente non avverrà mai, perché il regime democratico è una trappola che serve solo al mantenimento del potere della finanza usuraia internazionale, vero gestore e detentore delle carceri democratiche.
Un popolo messo alle strette a lungo andare, svilupperebbe una naturale resistenza all'oppressore, ma questo viene sistematicamente anestetizzato dall'illusione del voto;
questo rituale di massa, che adombra ogni senso di sana rivolta, e ogni stimolo di distruzione contro il potere attuale.

giovedì 22 febbraio 2018

Le derive del multiculturalismo





di:  Il Poliscriba

Me ne infischio della ragione che mi da il cavadenti incaricato dell’estrazione della mia anima.
Vedo che non ho più il diritto di essere me stesso, ecco tutto
 
(Maurice Bradéche)

Non abbiamo il diritto di essere bianchi, perché siamo additati come suprematisti. Non abbiamo il diritto di essere virili, perché siamo offesi con l’appellativo di maschilisti. Se le nostre budella si contorcono davanti agli indegni spettacolini improntati per farci accettare la pansessualità come un dato di fatto, dobbiamo farcene una ragione, sono soltanto i sintomi nauseabondi della nostra ri-educazione. Così come la nausea che ci assale a forza di vedere i bimbi neri malati, i migranti stipati sui barconi, il degrado delle nostre città prodotto dal mutliculturalismo, è l’effetto della cura democratica postbellica e postcoloniale alla quale i sacerdoti ecclesiastici e quelli officianti il culto indiscusso e indiscutibile della correttezza politica e di pensiero, degli atti e delle intenzioni, ci hanno sottoposto da oltre 70 anni.