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martedì 27 agosto 2019

La saggezza degli antichi Dei


di: Giovanni Pucci

La percezione dell’uomo contemporaneo, inevitabilmente plasmata da due millenni di predicazione cristiana, spesso non riesce a cogliere l’unità complessiva della sensibilità religiosa pagana. Traslando tout court sui vecchi dei l’immagine dell’unico Dio della Bibbia, è facile accorgersi però che più di qualcosa non torna. Come può infatti qualcuno che dovrebbe essere infinitamente buono e misericordioso, onnipotente ed assolutamente al di sopra, anzi, al di fuori di questo mondo, farsi trascinare nelle risse, essere ferito, ubriacarsi, amoreggiare e uccidere? Già tutte queste azioni stonano con una visione assoluta, che crede nel puro Bene e nel puro Male, come quella del monoteismo nato in Galilea, ma vengono magari accettate con qualche sorrisetto da chi nonostante tutto ha conosciuto, seppur blandamente e solo per sentito dire le mitologie classiche greche e romane, che dipingono di volta in volta uno Zeus sessualmente superattivo, sempre pronto a ‘cornificare’ la sua sposa, o quest’ultima eternamente gelosa e pronta a vendicarsi sui figli illegittimi del padre degli dei. Invidie, opposte strategie, scontri fisici contrappongono gli dei tra loro e tra i mortali, che spesso vengono usati come pedine. 

sabato 23 settembre 2017

Odino il Dio sciamanico







La divinità principale del pantheon nordico è Odino-Wotan. Egli è considerato il primo degli Asen ed è, nel culto vichingo, il Padre di tutti gli Dèi.
Comprendere la figura sciamanica di Odino è un’impresa non facile.

Il primo passo da compiere consiste nell’analizzare la radice del suo nome che ci permette già di dare una traccia importante a questa figura, a volte controversa persino per il popolo vichingo.
La parola “Wotan” ha la sua radice in “Wat” e sta ad indicare la “furia divina”, quella furia che venne facilmente (e abilmente) interpretata dai colonizzatori cristiani come ferocia e spietatezza in combattimento da parte dei guerrieri vichinghi.
L’indubbio ardore con il quale essi combattevano e ancora di più le comunità odiniche dei Berserker (Uomini-Orso) e Ulfedhnar (Uomini-Lupo), lasciarono una traccia indelebile nella memoria umana.

sabato 19 novembre 2016

Il simbolismo del corvo nella tradizione norrena



L’italiano “corvo” deriva direttamente dal latino corvus (cfr. anche l’accusativo singolare umbro curnaco), parola di remota origine indoeuropea, probabilmente onomatopeica (kr… kr). È attestata in forme affini in diverse altre aree (il che ne fa presumere una derivazione dalla fonte comune): celtica (irlandese crü, ricostruito *krowos), germanica (alto tedesco hraban, norreno hraukr) e baltica (lituano šárka, e kraûkti il verbo), oltre che greca (córax, coróne), indiana (sanscrito karavas) e nell’albanese sórre (cornacchia). Dalle lingue indoeuropee il termine è passato poi all’ebraico haraban.

venerdì 17 aprile 2015

L'irminsul L’albero cosmico dei Germani








Dall' Irminsul al giglio dei re merovingi

 

L’albero cosmico dei Germani: colonna-idolo che per le tribù della Sassonia univa cielo e terra, axis mundi e collegamento fra l’universo degli umani e il mondo degli dèi, fra quello dei vivi e quello dei morti. Presentava evidenti affinità con l’Yggdrasil delle saghe scandinave dell’Edda, il frassino più grande del mondo. Yggdrasil fu il primo albero nato dalle ceneri del gigante Ymir, ucciso dagli dèi. 
Alle sue radici si avviluppavano due serpenti e sotto i suoi rami gli Altissimi tenevano consiglio.