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mercoledì 21 gennaio 2015

simbolismo esoterico ed ermetico:la torre dei tarocchi e la scala







"Il Graal, come la Scala, ipostatizza un anello di congiunzione tra Cielo e Terra. L'etimologia del termine é riconducibile al Libro della Sacra Tradizione - il 'Gradale' - mezzo e via di quell'ascesi 'graduale', successiva ad una conquista spirituale. In ogni caso i simboli della Scala e del Graal sono intimamente connessi e fanno riferimento entrambi ad una Tradizione che permetterebbe il raggiungimento della Vera Luce e dell'Immortalitá." (Mariano Bizzarri e Francesco Scurria, op. cit.)


Nella Legenda Aurea di Iacopo da Varagine, si afferma che il nome Magdalena deriverebbe da MGDL, migdal, che in ebraico significa, appunto torre

E' evidente il collegamento simbolico tra la lamina della Torre nei Tarocchi e la Torre di babele:
  "Il lampo che squarcia la Torre indica un taglio netto con il passato, in modo travolgente e immediato. Il fulmine della ragione colpisce ciò che stato creato dalla tendenza a materializzare, addensando le 'forme' che dovrebbero essere solamente 'veicolo' dello spririto creando i dogmi più autoritari , la rapacità umana, il dispostismo e lo sfruttamento esercitato nel modo più credele ed egoistico sia sulle cose che sulle persone. Tutto questo è sintetizzato nella corona rovesciata e dai due personaggi che rovinano al suolo, un re-dittatore e una falsa maga-sacerdotessa."

 (Giorgio Tavaglione, "I Tarocchi delle stelle", Dal Negro) 






D'altro canto, i corrotti dittatorelli, dalle menti dominate dai turpi Arconti, i loro vili sicofanti,  i truffatori ed i bancarottieri che imperversano avvelenando la civiltà,  presto, molto presto, saranno spazzati via dal Risveglio delle Coscienze e ritrasformati in polvere nella grande macina della Storia.
 
Ma, per il momento, imperano i politici cacotopici e psicopatici, spesso altrettanti mostruosi interiormente quanto esteriormente, che sembrano avere un solo fine: usare ogni mezzo (anche le cosiddette 'libere elezioni' - non dimentichiamo che Adolf Hitler vinse democraticamente le elezioni del novembre 1932 in Germania) per controllare le masse, deviarne il libero pensiero e deprivarle di ogni libertà civile, materiale e morale, esattamente come ne Il Grande Fratello in 1984 di George Orwell. 


"Nella tradizione graaliana vi sono due simboli che vengono considerati interscambiabili tra loro e 'sinonimi' della sacra coppa: la torre e la scala. Tant'è che Dante, iniziato e Gran Maestro del Priorato di Sion, un ordine templare, coinvolto nello studio dell'alchimia e quindi nella ricerca del graal ed esiliato da Firenze, si rifugiò a Verona dal suo amico Cangrande 'Della Scala'.

Il simbolo degli Scaligeri è una scala che si restringe verso l'alto ricordando proprio una torre: sarà un caso? La Scala-Torre, come il graal, è legata a una tradizione che permette il raggiungimento della Vera Luce e dell'Immortalità. Un particolare interessante e inspiegabile è che molte dee, regine e importanti donne legate alla discendenza graaliana portano una torre in testa, come copricapo. Per esempio la dea egizia Serapide reca sul capo il 'Gradal', una sorta di torre, dove viene conservato il "Fuoco Celeste" di Phtah, la scintilla divina incarnata in ogni essere.
"
(Alessandra Devana D'Elia, Una ghiandola chiamata Graal, www.auraweb.it)
 
"Le torri sono note come luoghi in cui accadevano magie o trasdormazioni, sono un riferimento esplicito al motto alchemico 'Come sopra, così sotto': le torri rappresentano la terra, perchè sono attaccate al terreno, ma rappresentano anche il paradiso perché tendono verso l'alto, il che le rende i luoghi ideali in cui condurre esperimenti di alchimia: E, come quella di Sauniere [la torre di Magdala a Rennes-le-Château], le torri sono state costruite tutte con ventidue gradini." (Katheen McGowan, "Il Vangelo di Maria Maddalena", Edizioni Piemme)




 
E' notevole il fatto che le torri 'alchemiche' costruite in Occitania, la Terra dei Catari, abbiano tutte 22 gradini. La ventiduesima lamina dei Tarocchi (anche se porta il numero XXI) è infatti il Mondo. "Questa [carta] è la totalità del cosmo, la Perfezione, ed è posta al centro dei 4 elementi ai 4 punti cardinali che, spostati sul piano spirituali, diventano i 4 Evangelisti; vi sono poi i 7 pianeti-metalli e l'Ouroburos, il drago che mordendosi la coda, è simbolo della sostanza universale che costituisce l'essenza intima di tutte le cose, il caos da cui tutto nasce e a cui tutto ritorna per poi uscirne nuovamente, formato dai tre elementi alchemici base Sale, Mercurio e Zolfo. (...) La Dea della vita, l'anima visibile dell'universo resta, nella sua nudità , fissa al centro del movimento rotatorio da lei stessa mantenuto. (...) Nell'uovo del Mondo sono contentute le Due Spirali del Solve e del Coagula, le Due Vie." (Giorgio S. Tavaglione, "I Tarocchi delle Stelle")

Il simbolo esoterico dell'Ouroburos o Uroburo, implica la ciclicità del tempo, come spiegato dal seguente passo  tratto da "La gaia scienza" di Friedrich Wilhelm Nietzsche, "Che accadrebbe se un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione?"
Vi è un ulteriore collegamento riferito  alla torre come simbolo graalico: il mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto eseguito dal monaco basiliano Pantaleone
"Questa opera, originale e perfettamente conservata, offre uno spaccato della cultura dell'alto Medioevo abbastanza fuori dagli schemi e ci presenta un enigmatico percorso in un labirinto mentale di cui, spesso, sfugge la vera interpretazione iconologica.

uroboros



Infatti accanto alle più ovvie scene dell'Antico Testamento (mai del Nuovo) come: la cacciata di Adamo ed Eva dal giardino dell'Eden, la storia di Caino e Abele, la costruzione della Torre di Babele, Noè e l'arca, Sansone e Giona; vengono raffigurati anche storie e personaggi della cultura pagana come Diana cacciatrice, Atlante che sorregge il mondo sulle spalle, il Minotauro e Alessandro Magno.
 
Nella parte centrale della navata si stende un Albero della vita e sulla destra (guardando verso l'altare) dodici medaglioni rappresentano i mesi e lo Zodiaco Re Artù (un tema sviluppato anche in altre chiese medievali). Nel pavimento altre scene sono ispirate dalla cultura cavalleresca con le storie di Re Artù (Rex Arturus per Pantaleone) e Parsifal." (Wikipedia)


"E’ singolare osservare come, nel mosaico di Otranto, la seconda figura per dimensioni, oltre l’albero sia la grande Torre di Babele. Tenendo conto da un lato del significato che la Torre di Babele ha, essendo il secondo grande momento di orgoglio nel quale l’uomo sfidò il Demiurgo costruendo un edificio che avrebbe dovuto arrivare fin alla sua dimora, e dall’altro del fatto che tutte le coppie femminili nel mosaico raffigurano la donna a sinistra del maschio, oltre che notando la dimensione della torre e l’etimologia proposta, abbiamo pochi dubbi che la Torre di Babele simboleggi nell’opera la “compagna - torre” o Meryah Migdal dell’ Albero – Croce – Gesù." (Sabato Scala, "Il Vangelo di Filippo applicato al simbolismo nell’arte medievale: la ricerca gnostica del Graal")  

mosaico di Otranto
Come non pensare, infine, alla teoria del già citato Mario Pincherle, secondo il quale, all'interno della Piramide di Cheope sarebbe nascosta una torre Zed (Djed), tanto da ritenere che “un’ondata di sabbia spazzerà via il calcare dei mattoni della piramide e rivelerà la torre ZED. A quel punto saremo pronti a conoscere la verità sulle nostre origini."

 
LO ZED: la torre nascosta nella piramide

 
Un'ultima notazione: "babilu" in accadico significa "porta del Cielo" o "porta di Dio". Il mito della torre di babele è legato quindi al Demiurgo, il Dio veterotestamentario, che vuole impedire il ricongiungimento e l'elevazione dell'Uomo al vero Dio. "Un'altra interpretazione del racconto [della torre di babele], spesso impiegata allegoricamente nei secoli successivi, è quello di punizione per un atto di superbia, il tentativo di alzarsi al cielo; anche se questo può far pensare ad un Dio fantoccio che, dopo aver intrappolato l'umanità sulla Terra, gli impedisce di compiere l'atto di ricongiungimento (re-ligio) con il Dio."  








 

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