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martedì 10 marzo 2015

Albert Pike e il Nuovo Ordine Mondiale









Pochi conoscono le correlazioni tra Albert Pike ed il Nuovo Ordine Mondiale. Nel 19° secolo Albert Pike teorizzò un piano il cui obiettivo primario era la realizzazione di un unico governo mondiale.

Basandosi su una visione rivelatrice, stilò una agenda di eventi poi puntualmente verificatisi nel secolo successivo, la quale conteneva anche la descrizione di eventi in predicato di verificarsi oltre il 20° secolo. E' possibile che gli attuali leader stiano perseguendo tale agenda, in cui sarebbe previsto anche lo scoppio di una Terza ed ultima guerra mondiale?

 
 
Chi era Albert Pike?
 
Albert Pike (di origine ebrea ndr) nacque il 29 dicembre 1809 a Boston, maggiore dei sei figli di Benjamin e Sarah Andrews Pike. Studiò ad Harvard e poi divenne generale di brigata dello esercito confederato. Dopo la guerra civile fu giudicato colpevole di tradimento e imprigionato, per poi essere graziato per via dell'intervento di un fratello massone, il presidente Andrew Johnson, il 22 aprile 1866, con cui si incontrò il giorno successivo alla Casa Bianca.

Nel 1867 gli alti gradi del Rito Scozzese lo elevarono al 32 grado della Massoneria. In seguito Pike avrebbe edificato un tempio massonico nella città di Boston.

Si dice che Pike fosse un genio, in grado di leggere e scrivere in 16 lingue, sebbene personalmente non riesca a rintracciare alcuna prova concreta di ciò. Nelle diverse fasi della sua vita fu poeta, filosofo, pioniere, soldato, umanista. Massone di 33° grado, cofondatore del Rito Scozzese e Gran Commendatore della massoneria del nord America dal 1859 fino alla sua morte, avvenuta nel 1891. Nel 1869 divenne leader dei Cavalieri del Ku Klux Klan.
 
 
Albert Pike
 
 
Pike affermava di essere satanista e di possedere un braccialetto per evocare Lucifero. Fu Gran Maestro di un gruppo luciferiano noto come Ordine del Palladium (o Sovrano Consiglio della Sapienza), fondato a Parigi nel 1737. Il palladismo fu introdotto dallo Egitto in Grecia da Pitagora nel V secolo.
Nel 1801 Isaac Long eresse una statua di Bafometto (Satana) presso Charleston, South Carolina, e contribuì ad istituire l'Antico ed Accettato Rito Scozzese. Long optò per la città di Charleston poiché situata sul 33° parallelo di latitudine (come Baghdad). Per questa ragione la loggia di Charleston è nota come la madre suprema di tutte le moderne logge massoniche. Pike successe a Long, e modificò la denominazione della loggia in Riforma Palladiana. Il decreto conteneva due gradi:

- Adelpho (o fratello)
 
- Compagno di Ulisse (o compagno di Penelope).

Assistente di Pike fu Phileas Walder, elvetico, ex sacerdote luterano, massone, occultista e spiritualista. Pike lavorò anche a contatto con l'italiano Giuseppe Mazzini (1805-1872) massone di 33° grado, capo degli Illuminati dal 1834.
Insieme a Mazzini, Lord Henry Palmerston (1784-1865, 33°) e Otto Von Bismarck (1815-1898, 33°) formava una equipe di massoni di alto livello determinata ad utilizzare il rito palladiano come collante per creare una setta satanica che collegasse tutti i gruppi massonici.

Albert Pike morì il 2 aprile 1891, e fu sepolto nel cimitero di Oak Hill, sebbene i suoi resti si trovino attualmente presso la sede del Consiglio del 33° grado del Rito Scozzese della massoneria di Washington, DC.
 
 
Un  raduno del Ku Klux Klan
 
 
 
 
 Il Monumento ad Albert Pike
 
Albert Pike era noto come avvocato e scrittore, tuttavia nel ruolo di Generale dell'esercito confederato fu, secondo fonti autorevoli, un completo disastro. Eppure è il solo generale confederato alla cui memoria sia stata eretta una statua di proprietà federale di Washington, DC. L'onorificenza in realtà non fu conferita al comandante o allo  avvocato, ma al leader regionale del Rito Scozzese della massoneria.
La statua si trova su un piedistallo ai piedi del Campidoglio, tra il Dipartimento del Lavoro e il Palazzo Comunale, tra la Terza e la Quarta strada, su D Street, NW.

Durante la campagna presidenziale del 1992, Lyndon H. LaRouche e il suo compagno di corsa alla vicepresidenza, il reverendo James Bevel, promossero una mobilitazione per rimuovere la statua del generale Albert Pike da Washington. La campagna subì poi un attacco da parte del leader massonico C. Fred Kleinknecht, che difese sia Pike che il Ku Klux Klan e respinse al mittente l'attacco.
 
 
 
 La statua di Albert Pike,Washington DC
 
 
 
 
Gli Illuminati ed Albert Pike
 
Adam Weishaupt (1748 - 1811) istituì l'Ordine della Perfectibilists il 1 maggio 1776 (data celebrata a vario titolo in molti paesi occidentali), che in seguito divenne noto come la società segreta degli Illuminati
Sebbene l'Ordine fosse stato istituito al fine di fornire la opportunità di un libero scambio di idee, la opera di Weishaupt come gesuita (ed ebreo ndr) pare abbia influenzato il carattere della società in modo tale che l'obiettivo di questo Ordine sia negli anni diventato quello di abolire il cristianesimo e rovesciare tutti i governi civili.

Il rivoluzionario italiano Giuseppe Mazzini (1805-1872), massone di 33° grado, fu scelto dagli Illuminati nel 1834 per dirigere le loro operazioni in tutto il mondo. A causa della attività rivoluzionaria di Mazzini in Europa, il governo bavarese attuò un giro di vite sugli Illuminati e le altre società segrete, con la accusa di aver pianificato il massiccio rovesciamento delle monarchie europee. I segreti degli Illuminati furono rivelati, i membri della setta furono perseguitati e infine l'Ordine fu sciolto, salvo poi risorgere nelle anse di altre organizzazioni, tra cui la Massoneria.
 
 


  Giuseppe Mazzini



Durante la sua leadership Mazzini coinvolse Albert Pike nell'Ordine degli Illuminati. Pike era affascinato dalla idea di un governo unico mondiale, e dietro richiesta di Mazzini accettò prontamente di redigere un tomo rituale che guidasse la transizione di muratori di rango medio elevato, in Illuminati muratori di rango superiore (33 ° grado). Mazzini poi scelse Pike come comandante supremo degli Illuminati d'America.
Solo ai muratori di alto rango è dato di conoscere i reali segreti della massoneria. E' per tale ragione che la gran parte dei massoni nega con sincera veemenza le cattive intenzioni della loro confraternita. La stragrande maggioranza di essi non raggiunge il 30° grado, quindi resta all'oscuro dei reali obiettivi e segreti della Massoneria. 

 
Nell'ambito delle spiegazioni su come avesse dovuto sviluppare il tomo che gli era stato commissionato, Mazzini scrisse le seguenti parole in una lettera indirizzata a Pike il 22 Gennaio 1870.
"Dobbiamo permettere a tutte le federazioni di continuare ad essere come sono, con i loro sistemi, le loro autorità centrali ed i loro diversi modi di rapportarsi tra alti gradi, ma dobbiamo creare un rito supremo che dovrà restare sconosciuto, allo interno del quale raduneremo solo massoni selezionati di grado elevato. Questi uomini dovranno assicurare la massima segretezza. Questo rito supremo disciplinerà tutte le logge e diventerà l'unico coordinamento internazionale, il più potente perché la sua direzione resterà sconosciuta. " (1)
Pike pubblicò il manuale nel 1871. 861 pagine, intitolate La Morale ed il Dogma dello Immacolato Antico e Accettato Rito Scozzese della Massoneria.

Dopo la morte di Mazzini, l'11 marzo del 1872, Pike nominò il banchiere fiorentino Adriano Lemmi (1822-1896, 33° grado), a capo delle attività sovversive massoniche in Europa. Lemmi era sostenitore del rivoluzionario Garibaldi, membro probabilmente di una confraternita fondata da Pike. Lemmi fu poi sostituito da Lenin e Trotsky, quindi da Stalin.
Le attività rivoluzionarie di questi uomini furono finanziate da banchieri internazionali inglesi, francesi, tedeschi e americani, sotto l'egida della casata dei Rothschild. 

Tra il 1859 e il 1871 Pike elaborò un progetto militare che contemplava lo scoppio di tre guerre mondiali e diverse rivoluzioni in tutto il mondo, successione di eventi che a suo giudizio avrebbe inoltrato la cospirazione verso la fase finale del 20° secolo.

Oltre al Supremo Consiglio di Charleston, South Carolina, Albert Pike istituì il Consiglio Supremo di Roma (guidato da Mazzini), Londra, Inghilterra (guidato da Palmerston) e Berlino (guidato da Bismarck). Istituì inoltre 23 consigli subordinati in luoghi strategici disseminati in tutto il mondo, tra cui cinque Grand Central Directories in Washington, Montevideo, Napoli, Calcutta e Mauritius (Africa), utilizzati per raccogliere informazioni.
Da allora i suddetti presidi sono stati le sedi segrete delle attività degli Illuminati.

1. Lady Queensborough: Occult Theocracy, pp. 208-209.

 
 
 
 Sede del rito scozzese a Miami, Florida, USA
 
 
 
 
 
 
 
 
Articolo pubblicato sul sito Three World Wars
Link diretto all'articolo:
 
 
Traduzione a cura di Anticorpi.info
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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3 commenti:

  1. Ma il prussiano Bismarck che tipo era ? Po loro ci vengono a fare lezioni di antirazzismo , loro dove i neri non potevano sedersi nemmeno nei bus , Lincoln all’inizio non era antischiavista , poi la storia che volesse abolire lo schiavismo era una balla anche quella .
    Giuseppe Garibaldi rappresenta uno dei primi miti politici di massa della contemporaneità. L’icona dell’Eroe dei Due Mondi è stata efficace e longeva dal Risorgimento fino agli anni della repubblica. Elena Pala, all’inizio del suo Garibaldi in camicia nera, così le sintetizza: «la straordinaria e immediata popolarità del personaggio, legata all’eccezionalità delle imprese compiute», «l’uso politico della sua figura attuato mentre lui era ancora in vita»L’autorevole bibliografia, ampliatasi notevolmente in occasione del bicentenario della nascita nel 2007, di cui l’autrice tiene conto spazia tra gli altri da Riall(2) a Isnenghi(3), da Ceccuti e Degli Innocenti(4) a Grévy(5). Tuttavia, incredibilmente, nonostante il titolo e l’introduzione, il volume edito da Mursia non considera che marginalmente il periodo della RSI, per la precisione il tema è svolto da pagina 20 a 29. Dieci pagine che non possono giustificare il titolo del libro. Per dirla tutta, la presunta monografia si risolve in un articolo di venticinque pagine suddiviso addirittura in quattro capitoli e in un’appendice documentaria Successivamente, nell’Italia fascista la figura di Garibaldi fu divaricata tra fascismo e antifascismoLa Fabbrica del consenso del regime lavorò per fare di Garibaldi un «ardito» e un «nazionalista» precursore del fascismo. Nel 1932, attraverso le due contemporanee celebrazioni del decennale della marcia su Roma e del cinquantenario della morte dell’Eroe dei Due Mondi, Mussolini cercò di proporre se stesso come «il compimento di un mito eroico», «laddove Garibaldi è il passato epico da celebrare e ricordare, il Duce è il presente e il futuro da vivere» Quindi, a Salò la vera «torsione nella rappresentazione» dell’Eroe dei Due Mondi si concretizza proprio in questo secondo aspetto, «da leale suddito della monarchia a fiero sostenitore della repubblica» ed in questo senso il pensiero di Garibaldi «viene fatto rivolgere miratamente» alla questione sociale. Insomma, il Garibaldi propagandisticamente utile alla RSI doveva essere antimonarchico e “socialista” così come lo era stato il fascismo diciannovista risorto nella Repubblica Sociale. Proprio queste osservazioni, però, nel volume di Elena Pala rimangono enunciazioni non suffragate da una concreta analisi documentale. Ci si aspetterebbero ampie citazioni delle fonti a stampa, analisi approfondite delle fonti iconografiche e richiami continui all’appendice. In realtà, alle pagine 23 e 24, si citano sbrigativamente, tra parentesi, le frasi celebri dell’eroe scelte ed imposte dal Minculpop di Salò alla stampa controllata (in questo caso, anche se non c’è rimando, ritroviamo queste frasi nell’appendice documentale, pp. 64-64). Infine, per dimostrare la volontà del fascismo repubblichino di «identificare il destino di Garibaldi con quello di Mussolini» si considera un paragone tra l’eroe e il duce riprendendo un articolo uscito su «Brescia Repubblicana» in occasione del 62° anniversario della morte del Generale. In effetti, è il Fronte socialcomunista a utilizzare l’icona in occasione della campagna elettorale del 1948. La DC rinuncia perché interessata ad «ancorare le istituzioni post-fasciste alla tradizione cattolica». Mentre il MSI abbandona il mito del Generale perché non «può pensare di rinverdire le fortune del fascismo riproponendo pari pari il patrimonio di valori iscritti dentro l’orizzonte della guerra civile»

    http://www.recensionidistoria.net/recensione37.html
    Mark

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  2. Risposte
    1. Molti sostengono che non fosse neanche massone, ma dalle nostre informazioni risulta che lo fosse, tra le altre sue affiliazioni, che poi gli siano stati appiopati queste lettere è altro discorso, io propendo che sia stato semplicemente usato, ricordando il periodo in cui ha vissuto, in cui alleanze potentinfacevano comodo,certo è che pike fosse un agente sionista, e che le lettere da lui scritte siano invece semplicemente una continuazione dei protocolli dei savi di Sion, poi può darsi che siano state modificate in alcuni parti e fatte uscire fuori per depistare, ma nessuno può negare che quello che è avvenuto e che sta avvenendo sia stato delineato in quelle lettere, perché appunto derivano fai protocolli dei savi di Sion, e quei scritti sono più che profetici e in via di compimento senza tregua ancora oggi.

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