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venerdì 25 luglio 2014

SHARON TATE, CHARLES MANSON,TECNICHE DI CONTROLLO MENTALE-SECONDA PARTE













CHARLES MANSON E L’ABISSO DELLA DEATH VALLEY

 seconda parte





Come in un paesaggio dello scrittore inglese James G. Ballard – le città d’artisti nel deserto come in Vermillion Sands, i paesaggi disegnati di scenografie cinematografiche che si confondono con i veri paesaggi della ‘realtà’, dove i protagonisti confondono i dati psichici con l’oggettività – la famiglia Manson trova nel ’68 il suo rifugio e quartier generale in un abbandonato e quasi dismesso set cinematografico. Servito negli anni ’50 per tanti film di genere, passato poi ai western di serie b e alla pubblicità Marlboro, il ranch di Spahn non se la passava bene, e Manson riesce a convincere l’ottantenne proprietario a far alloggiare la famiglia nei magazzini e edifici western in disuso, in cambio promette che lavoreranno per il ranch, che in quei giorni trovava le sue maggiori entrate solo nell’affitto dei cavalli.
I figli dei fiori della Family vivono e si muovono in bilico tra realtà e immaginazione in un villaggio western, a volte giocando a fare gli indiani e i cowboy, tra scenari di cartapesta, in un mondo onirico dove, come sentenziava Manson, dobbiamo giocare ad essere altro da noi stessi, da quello che la società e il nostro Karma ci hanno abituati a essere, e così trovare la nostra vera personalità, la nostra ‘anima’.





Alcune foto della comunità  "The family"











Il ranch sta nella California assolata alle porte di Los Angels, della Sunset Boulevard e del Topanga Canyon, di Bell Air e delle ricche ville dei divi, tutte zone di lavoro per la Family. La famiglia Manson si muove con un dismesso autobus di scuola (come era di moda a quel tempo) pitturato di nero.
Manson ha buoni rapporti con molti produttori e cantanti rock, tra questi Denis Wilson dei Beach Boys, a cui consumerà l’intero patrimonio e userà spesso le sue Ferrari, e le ragazze della Family arroventeranno i loro corpi nudi ai bordi della piscina della sua villa.

Manson raccoglie dalla strada giovani donne pazze della sua insaziabile energia sessuale, belle ragazze che, quando il pulmino si ferma per una sosta, amano vagare nude per i boschi. Tutte dai tredici ai vent’anni, ed è chiaro che quando si vede l’autobus nero fermo davanti ai cancelli di qualche villa nei dintorni di Los Angels, c’è Manson che offre le sue ragazze per i festini. Nella Family si girano anche film porno, che Manson vende a ricchi industriali e attori. Come è evidenziato nel libro di Ed Sanders sui delitti della Family, Manson non è, come si è veicolato nel processo Tate-La Bianca e sui mass media, nient’altro che un isolato e rancoroso invasato satanista che per odio decide d’improvviso di sterminare un po’ di gente famosa. In realtà Manson ha molti rapporti con quel mondo dello spettacolo, dal ’66 al 69 lo vedremo muoversi in ricche ville, alla guida di Ferrari prestate dalle stelle del rock, ricevere promesse di incidere un disco e addirittura la possibilità di scrivere un film sulla vita di Cristo, che non sarà accettato perché Manson lo voleva nero.

Manson è un prodotto delle spiagge di Malibou, dove si dice si svolgevano riti satanici, a detta di Sanders sanguinari, e si beve il sangue caldo di animali appena uccisi. E’ il mondo della chiesa satanica di La Vey e del regista della controcultura Kenneth Anger.

 
Anton Lavey


Sanders descrive Manson come dotato di potenti poteri ipnotici, di cui darà prova anche nel periodo di detenzione degli ultimi 6 anni che passerà in carcere prima del cambiamento: quando uscirà dal carcere, recluterà ragazze e dominerà la mente di chiunque verrà in contatto con lui. Si dice che Manson fosse analfabeta, ma ciò non gli impedirà di leggere nei 6 anni del cambiamento in carcere,l’Apocalisse e molti libri di occultismo. Libri certo di non facile lettura, che metterebbero in seria difficoltà qualunque lettore medio, in ogni caso dotato di maggior cultura di quella accreditata a Manson.
Come conciliare tutto ciò con il Manson analfabeta? O Manson aveva delle incredibili e geniali doti naturali, oppure è solo una costruzione, un prodotto che è servito per scaricare gli omicidi.

Sia quel che sia, le ragazze che Manson raccoglie dalla strada non sono solo morte di fame, tra esse ci sono figlie di gente con i soldi e attori (di cui Manson usa le carte di credito). Tanto per fare un esempio, c’è la figlia di Angela Lansbury. L’attrice giungerà fin all’accampamento della Family, ma poi venuta in contatto con Manson, rinuncerà a qualsiasi azione penale, anzi, troverà la cosa buona, e accetterà che la figlia segua quell’orda di satanisti, drogati e altro. Perché? Sarebbe bastata una denuncia, la figlia di Ladsbury era minorenne, e Manson sarebbe stato sbattuto in galera. Eppure i ricchi lasciano i loro figli nelle mani di Manson. Anche se, forse, intervenire avrebbe evitato le stragi del 1969, seppure di denuncie la Family ce ne aveva addosso un bel po’, eppure Manson e i suoi accoliti continueranno ad agire indisturbati. La società californiana della controcultura, la polizia e il jet set culturale di quel periodo hanno contribuito a creare il ‘mostro’ Charles Satan Manson.

Prima delle stragi, Manson e le belle adolescenti in bilico tra prostitute e sacerdotesse – non a caso si facevano chiamare streghe – non facevano nulla più di quello di tanti altre comunità Hippy: droga, amore libero, qualche rito pagano sulla spiaggia o nel deserto della morte californiano, la Death Valley, e furti vari d’auto.

Cosa ha fatto oltrepassare il limite a Manson e alla Family?

Ed Sanders, nel suo libro sugli omicidi Manson, ha lavorato molto nel comprendere il melieau in cui è nata l’ideologia di morte della Family. Sappiamo che nella prima versione del libro lanciava precise accuse ad un famoso culto satanico del tempo. Questo culto, diventato chiesa, ha querelato Sanders, che fu costretto a togliere i riferimenti a questa setta. Seppure Sanders, anche se nascosti, ha mantenuto i riferimenti a questo culto satanico. In un punto del libro, l’autore accenna che a quel tempo nelle spiagge della California si muoveva un gruppo di famosi occultisti inglesi, il nome di questo gruppo era Movimento Quattro P. Dal libro di William Sims Bainbridge, Satan’s Power, tradotto in italiano Setta Satanica, leggiamo che il culto, che nel libro è chiamato Il Potere, ma che nella realtà è The Process Church of The Final Judgement – setta nata a Londra ma poi spostatasi in California – scelse il suo logo ispirandosi alla svastica. Però uno degli primi adepti disse a Bainbridge che fu scelto anche perché la forma ricordava una P.







Questo culto delle Quattro P a detta di Sanders viaggiava per la California con un set portatile composto di un forno crematorio, un altare, un tavolo d’obitorio, e vari accessori rituali, tra cui un coltello a quattro lame per sacrifici. Sanders ritiene orribile ciò che questo culto seminò in quegli anni in California.





Dalla indagine sociologica di Bainbridge apprendiamo che Manson per breve tempo frequentò il culto in questione, ma che The Process dimostrò di non aver nulla a che fare con gli omicidi della Family. Bainbridge nel suo libro di sociologia sul campo – l’autore non nascose i suoi propositi agli affiliati, tanto da diventarne amico e infine affiliato egli stesso – ci presenta questo culto come in definitiva abbastanza innocuo – tanto che un gruppo di suore apparirebbero più depravate dei componenti monastici di The Power, come Bainbridge chiama The Process.

Le influenze culturali che hanno formato Manson sono molteplici, e quel mondo californiano aveva molti rapporti con culti religiosi e satanici, riti pagani a Dei innominabili e forse anche sacrifici umani.

Manson sarebbe solo la punta di un iceberg.

Ad un certo punto, siamo nella fine del ’68, Manson decide di andare oltre, vuole affrontare il deserto, li in quel luogo di morte, nella Death Valley, è convinto di trovare la riposta alle sue domande. Come un cenobita percorre chilometri a piedi, con la lingua gonfia, disidratato, imbottito di droga, e un senso di imminente morte. Eppure sopravvive. Non ha paura dei serpenti, si avvicina loro e li prende in mano: li fissa. Anche i crotali cedono ai suoi poteri ipnotici. In quel luogo desolato, dove ci sono solo i vecchi accampamenti in rovina dei cercatori d’oro dei primi del novecento, città abbandonate con poche persone che non conoscono autorità o religione, la polizia non si avventura, ci sono solo alcuni disperati che cercano le pepite. Per Manson è’ un luogo adatto per isolare i suoi accoliti da qualsiasi influenza esterna, per dominare completamente la loro mente.
Ma Manson in quel deserto cerca qualcosa di più, crede nelle antiche leggende degli indiani Hopi, che sotto la Death Valley si celi una città sacra, un luogo di pace e delizia.
E Charles si mise alla ricerca del varco, della porta per l’altro mondo, del pozzo dell’Abisso…









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