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venerdì 24 maggio 2013

La Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto, I 7 "principi" ermetici


La Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto


I 7 PRINCIPI ERMETICI 











"Alchimia est impuri separatio a substantia puriore"
"L'Alchimia è la separazione dell'impuro dalla sostanza più pura"










La Tabula Smaragdina sarebbe stata rinvenuta nelle mani di Ermete, all'interno della grotta ove era sepolto. Testo fondamentale, sebbene non dei più antichi, gli alchimisti vi leggono l'intera opera della natura e il procedimento grazie al quale sarebbe possibile ottenere la pietra filosofale.
La Tavola di Smeraldo (Tabula Smaragdina)

La Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto, padre dei filosofi

I. Invero, è senz'inganno certo e verissimo.
 

II. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per adempiere i miracoli della cosa una.
 

III. E siccome tutte le cose prendono esistenza dall'uno, per la meditazione dell'uno: così tutte le cose sono nate da questa unica cosa, per adattamento.
 

IV. Il sole ne è il padre, la luna ne è la madre, il vento l'ha portata nel suo grembo; la terra è la sua nutrice.
V. Il padre di ogni perfezione di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera,
 

VI. Se essa viene convertita in terra.
 

VII. Tu separerai la terra dal fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente, con grande industria.
 

VIII. Sale dalla terra al cielo, e nuovamente discende in terra, e riceve la forza dalle cose superiori e inferiori. Così avrai la gloria di tutto il mondo, perciò fugga da te ogni oscurità.
 

IX. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile, e penetrerà in ogni cosa solida.
 

X. Così fu creato il mondo.
 


XI. Di qui prenderanno esistenza adattamenti mirabili, il cui metodo è qui.
 

XII. Perciò sono stato chiamato Ermete Trismegisto, possessore delle tre parti della filosofia di tutto il mondo. È stato compiuto e terminato ciò che dissi sull'operazione del sole.

La fabbricazione della pietra filosofale è il risultato di un complesso procedimento chimico. L'alchimista deve trovare la Prima Materia nelle profondità della terra, quindi dissolverla, ossia trasformarla in acqua, prima di toglierne la quantità superflua. Tale processo è denominato volatilizzazione. Il prodotto risultante da queste prime modifiche viene fatto coagulare e trasformato in materia viscosa. Solo dopo avere eseguito tali operazioni è possibile separare i vari tipi di materia ed estrarre i più puri, che andranno a costituire la Pietra Filosofale.
In termini più semplici, il processo può essere spiegato attraverso 3 operazioni, che portano il nome del colore associato a ciascuna di esse.
1- Opera al nero o putrefazione, che consente di liberare la materia dalle impurità in essa contenute.
2- Opera al bianco o albificazione, dalla quale risulta una pietra bianca in grado di trasmutare il metallo di base in argento.
3- Opera al rosso, Grande Opera o rubificazione, che consente di ottenere l'oro, la pietra filosofale. Tale operazione è simboleggiata dalla fenice, uccello mitico che rinasce dalle proprie ceneri.
Se grazie a tali 3 principi di trasformazione è possibile ottenere la pietra filosofale, esiste tuttavia una seconda teoria, quella dello zolfo e del mercurio, basata sulla purificazione dei 4 elementi.

La Tavola di Smeraldo (Tabula Smaragdina)
 
Teoria dello zolfo e del mercurio (secondo la tradizione araba)

Materia prima





> Terra


> Zolfo > Fuoco
> Sale > Quintessenza (estratto dei 4 elementi purificati)
> Mercurio > Acqua


> Aria
Il potere della pietra filosofale nasce dalla perfezione della sua composizione, che unisce in proporzioni armoniose metalli ed elementi di base, ai quali si aggiunge la quintessenza, quinto elemento di sintesi. Essa consente di ottenere l'elisir di lunga vita, o oro potabile, e di trasmutare i metalli in oro.



IL KIBALION
Il Kybalion è un libro che è stato scritto negli Stati Uniti da tre iniziati: William Walker Atkinson, Paul Foster Case e Mabel Collins. Tradotto in italiano nel 1944, è il complemento indispensabile alla Tavola di smeraldo.
Questo libro è il risultato di una trasmissione orale, da iniziato a iniziato, della dottrina ermetica attraverso i secoli. Questa catena attraverso il tempo è stata designata "Kybalion". la sua conoscenza abbraccia i rapporti tra l'uomo e la natura. La sua pratica rende l'Iniziato "re dell'universo materiale"; da qui il suo nome di "arte reale".   Vi troviamo le definizioni dei sette principi ermetici, delle leggi della vita, dell'universo mentale, del divino paradosso, del tutto, dei piani di corrispondenza, della vibrazione, della polarità, ecc..
È dall'antico Egitto che ci provengono gli insegnamenti esoterici ed occulti fondamentali che influenzano così fortemente le filosofie di tutte le razze, delle nazioni e dei popoli da migliaia d'anni.
L'Egitto, la patria delle piramidi e della sfinge, era la culla della saggezza nascosta e degli insegnamenti mistici. Tutti i paesi si sono ispirati alle sue dottrine segrete. L'India, la Persia, la Caldea, la Media, la Cina, il Giappone, la Siria, l'antica Grecia, Roma e le altre nazioni antiche parteciparono liberamente alla festa del sapere, che gli Ierofanti e i Maestri del Paese di Iside avevano fornito in abbondanza a coloro che erano preparati a condividere la somma scienza mistica e occulta svelata dai Maestri di questa antica contrada.

 

 

I 7 "principi" ermetici trasmessi dal Kybalion sono i seguenti:

 

 

1. Il principio del mentalismo [MENTALISM]

"Il tutto è spirito; l'universo è mentale".
Questo principio implica la verità che "tutto è spirito". Esso spiega che il tutto, che è la realtà sostanziale, si trova in tutte le manifestazioni e gli aspetti esteriori che conosciamo sotto il nome di "universo materiale", "fenomeno della vita", "materia", "energia". In breve, tutto quello che appare è Spirito, di per sé in conoscibile e indefinibile, ma che può essere considerato e pensato come uno spirito universale, infinito, vivente.
Spiega ancora che il mondo o l'universo "fenomenico" non è altro che una creazione mentale del tutto, soggetta alle leggi delle cose create; che l'universo, considerato nella sua interezza o nelle sue parti, esiste nello spirito del tutto, ed è in questo spirito che noi viviamo, agiamo e siamo noi stessi". Questo principio, stabilendo la natura mentale dell'universo, spiega facilmente tutti i differenti fenomeni mentali e psichici che occupano una parte così rilevante nell'attenzione pubblica e che, inspiegabilmente, non sono comprensibili e sfidano qualsiasi interpretazione scientifica.

 

 

2. Il principio di corrispondenza [CORRESPONDENCE]

"Ciò che sta in alto è uguale a ciò che sta in basso; ciò che sta in basso è uguale a ciò che sta in alto".
Questo principio implica la verità relativa all'esistenza di un rapporto costante tra le leggi e i fenomeni dei vari piani dell'essere e della vita. Il vecchio assioma ermetico lo spiega in questi termini. "Ciò che sta in alto è uguale a ciò che sta in basso; ciò che sta in basso è uguale a ciò che sta in alto". Comprendere questo principio permette di risolvere molti paradossi oscuri e molti segreti nascosti nella natura.
Esistono dei piani della vita che ignoriamo completamente; ma quando gli applichiamo il principio di corrispondenza, diventiamo capaci di comprendere più di quanto non avremmo potuto fare altrimenti. Si manifesta e si applica dappertutto nell'universo, sui diversi piani dell'universo materiale, mentale e spirituale; si tratta di una legge universale.

 

 

3. Il principio di vibrazione [VIBRATION]

"Niente è in quiete; tutto si agita; tutto vibra".
Questo principio implica la verità che "tutto è in movimento", "tutto vibra", "niente è in stato di quiete", fatto accettato dalla scienza moderna e che ogni nuova scoperta scientifica verifica costantemente. Sono migliaia d'anni che i Maestri dell'antico Egitto hanno enunciato questo Principio ermetico. Spiega che le differenze esistenti tra le molteplici manifestazioni della materia, dell'energia, dell'anima ed anche dello spirito, sono la conseguenza di una proporzione ineguale delle Vibrazioni. Dal tutto, che è spirito puro, alle forme più grossolane della materia, tutto vibra; più ampia è la vibrazione, più alta è la posizione sulla scala. La vibrazione dello spirito è talmente intensa e così infinitamente rapida da sembrare praticamente statica, allo stesso modo in cui una ruota che gira a grande velocità può sembrare ferma. All'altra estremità della scala ci sono le forme grossolane della materia, le cui vibrazioni sono talmente lente da sembrare inesistenti. Tra questi due poli opposti ci sono milioni e milioni di gradi diversi di vibrazioni.
Dalla particella e l'elettrone, dall'atomo e la molecola, fino ai mondi e agli universi, tutto si muove, tutto vibra.   Questo è altrettanto vero per l'energia e la forza, che non sono altro che gradi differenti di vibrazione; ciò è vero anche per il piano mentale, il cui stato è regolato dalle vibrazioni, e addirittura per il piano spirituale.



4. Il principio di polarità [POLARITY]
"Tutto è doppio; ogni cosa possiede dei poli; tutto ha due estremi; simile e dissimile hanno lo stesso significato; i poli opposti hanno una natura identica, ma gradi differenti; gli estremi si toccano; tutte le verità sono soltanto mezze verità; tutti i paradossi possono essere conciliati".

Questo principio implica la verità che "tutto è doppio", "tutto ha due poli", "tutto ha due estremi"; queste affermazioni sono vecchi assiomi ermetici. Spiegano gli antichi paradossi che hanno reso perplesse tante persone, e che possiamo esprimere nel modo seguente: "La tesi e l'antitesi hanno una natura identica, ma gradi diversi"; "i contrari sono simili e differiscono esclusivamente per il loro grado"; " i poli opposti possono conciliarsi"; "gli estremi si toccano"; "tutto è, ed allo stesso tempo non è"; "tutte le verità sono soltanto mezze verità"; "qualsiasi verità è falsa per metà"; "ogni cosa ha due facce", ecc.
Il principio di polarità spiega che in ogni cosa esistono due poli, due aspetti opposti, e che i contrari sono in realtà i due estremi dello stesso oggetto, intercalati da gradi differenti. Per esempio: il caldo e il freddo, benché "opposti", sono in realtà una sola e medesima cosa; si distinguono semplicemente per una differenza di gradi. Consultate il vostro termometro e vedrete che non è possibile scoprire dove termina il "caldo" e dove inizia il "freddo"! Non esiste né un "caldo assoluto" né un "freddo assoluto"; questi due termini, "caldo" e "freddo" indicano semplicemente gradi diversi della stessa cosa, e questa "stessa cosa" si manifesta come "caldo" e "freddo", essendo una semplice forma, una variante della vibrazione. Quindi il "caldo" e il "freddo" sono soltanto i due poli di ciò che noi chiamiamo "calore", ed i fenomeni che li accompagnano sono le manifestazioni del Principio di Polarità. Lo stesso principio vale nel caso della "luce" e della "oscurità", che sono una sola e medesima cosa, in quanto la distinzione consiste in una differenza di gradi tra i due poli del fenomeno. Quand'è che la "notte" ci lascia e il "giorno" ha inizio? Qual è la differenza tra "grande" e "piccolo"? Tra "facile" e "difficile"? Tra "bianco" e "nero"? Tra "tagliente" e "smussato"? Tra "calmo" e "inquieto"? Tra "alto" e "basso"? Tra "positivo" e "negativo"?
Il principio di polarità spiega questi paradossi, e nient'altro può sostituirlo. Ancora, è lo stesso principio che agisce nel piano mentale. Prendiamo un esempio estremo, ma radicale: quello di "odio e amore", due stati mentali apparentemente del tutto diversi. Tuttavia, anche nell'odio e nell'amore esistono gradi differenti; esistono anche dei sentimenti intermedi, per i quali usiamo le parole "simpatia" e "antipatia", che arrivano a confondersi così intimamente che spesso abbiamo delle difficoltà a sapere se qualcuno ci è simpatico, antipatico o indifferente. Questi sentimenti opposti non sono altro che gradi diversi di un unico sentimento.

 

 

 

5. Il principio del ritmo [RHYTHM]

"Tutto scorre, internamente ed esternamente; ogni cosa ha una sua durata; tutto si sviluppa per poi degenerare; l'equilibrio del pendolo si manifesta in tutto; la misura della sua oscillazione a destra è simile alla misura della sua oscillazione a sinistra; il ritmo è costante".
Questo principio implica la verità del suo manifestarsi in ogni cosa tramite un movimento d'andata e ritorno, un flusso e un riflusso, un bilanciamento in avanti e indietro, un movimento analogo a quello del pendolo, qualcosa di simile al flusso e riflusso della marea, all'alta e bassa marea; questo movimento d'andata e ritorno si genera tra i due poli, la cui esistenza è stata indicata dal principio di polarità descritto in precedenza.
C'è sempre un'azione e una reazione, un progresso e un ritorno, un massimo e un minimo. È così per tutti gli elementi dell'universo, i soli, i mondi, gli uomini, gli animali, lo spirito, l'energia e la materia.   Questa legge si manifesta nella creazione e nella distruzione dei mondi, nel progresso e nella decadenza delle nazioni, nella vita di tutte le cose e, infine, nello stato mentale dell'uomo; è per quest'ultima cosa che gli ermetisti stimano molto importante la comprensione del principio. Questo principio, insieme al principio di polarità ed ai metodi per ostacolarlo o neutralizzarlo, sono stati minuziosamente studiati dagli ermetisti. Il loro utilizzo costituisce una parte rilevante dell'alchimia ermetica mentale.

 

 

 

6. Il principio di causa e di effetto [CAUSE EFFECT]

"Ogni causa ha il suo effetto; ogni effetto ha la sua causa; ogni cosa accade in conformità alla Legge; la fortuna non è altro che un nome attribuito alla Legge misconosciuta; esistono numerosi piani di causalità, ma niente sfugge alla Legge".
Questo principio implica l'esistenza di una causa per ogni effetto prodotto, e di un effetto per ogni causa. Ciò significa quanto segue: "Ogni cosa accade in conformità alla Legge"; che "niente capita mai fortuitamente"; che il caso non esiste; che, poiché esistono piani differenti di causa ed effetto, e che il piano superiore domina sempre il piano inferiore, niente può sfuggire alla Legge.
Gli ermetisti conoscono, fino a un certo punto, la tecnica e i metodi per elevarsi al di sopra del piano ordinario di causa ed effetto. Elevandosi mentalmente ad un piano superiore, diventano causa, invece di effetto. Le masse si lasciano dominare facilmente; obbediscono a tutto quello che le circonda, alla volontà e ai desideri di coloro che sono più potenti, all'eredità, alla suggestione, ed a tutte le altre cause esteriori che le muovono come pedine sulla scacchiera della vita. I Maestri, al contrario, si elevano al piano superiore, dominano i loro sentimenti, il loro carattere, le loro qualità e i loro poteri, così come quelli che li circondano; diventano Maestri, invece di restare delle pedine. Giocano il gioco della vita, invece di essere giocati e diretti dalla volontà degli altri e dalle influenze esterne. Si servono del principio, invece di esserne lo strumento
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7. Il principio del genere [GENDER]
"Esiste un genere in tutte le cose; tutto ha un principio maschile e un principio femminile; il genere si manifesta su tutti i piani".
Questo principio implica la verità che il genere esiste in tutto; i principi maschile e femminile sono costantemente in azione. Questo è vero non solo sul piano fisico, ma anche sul piano mentale e addirittura su quello spirituale. Sul piano fisico, il principio si manifesta sotto la forma del sesso; sul piano superiore, assume delle forme più elevate, ma è sempre il medesimo.
Senza di esso non è possibile alcuna creazione fisica, mentale o spirituale. La comprensione della legge getterà luce su molti soggetti che hanno sempre reso perplesso lo spirito dell'uomo. Il principio del genere agisce sempre nel senso della creazione e della rigenerazione. Ogni cosa, ogni individuo contiene i due elementi, maschile e femminile, ovvero lo stesso grande principio. Ogni elemento maschile ha il proprio elemento femminile; ogni principio femminile contiene il principio maschile.






 

INGREDIENTI,STRUMENTI E PRATICHE

Athanor
Alludel
Crogiolo 
Il sole e la luna
1- Il laboratorio o officina
I laboratori si celavano nei luoghi più reconditi delle case, nei granai o nelle cantine, per garantire la discrezione delle operazioni che vi venivano effettuate. Nei laboratori, era possibile trovare un grande forno, vasi, alambicchi, matracci, coppelle e crogioli.
L'athanor
Si tratta del forno che consente di separare la materia dagli elementi. Di forma rotonda e composto da mattoni piuttosto spessi per conservare il calore, esso è il ricettacolo che accoglie varie operazioni alchemiche. Alla base, si trova il focolare, spirito della trasformazione, quindi la camera, che riceve in successione acqua e aria, che agiscono come solventi.
L'alludel completa l'impianto. Esso è composto da vasi in terra dipinta, incastrati gli uni dentro gli altri alla sommità dei quali si trova un capitello, la cui funzione è quella di raccogliere la materia che risulta dall'operazione. Il pellicano serve come recipiente per la circolazione dei liquidi.
La bilancia
Poiché l'alchimia si basa anche sui concetti di esattezza e di perfezione, la bilancia è uno strumento essenziale, in grado di misurare in modo preciso le quantità necessarie per trovare l'armonia.
Il crogiolo
La fusione dei metalli avviene in vasi, denominati crogioli. Composti di argilla pura, vengono riscaldati all'interno di forni di vario tipo, in base alla temperatura necessaria per la trasformazione desiderata. Il crogiolo viene anche denominato matraccio o uovo filosofico. I testi ermetici utilizzano spesso anche i nomi di sfera, prigione, fiala, sepolcro, matrice.
La realizzazione della Grande Opera è possibile esclusivamente per mezzo del fuoco. Di conseguenza, il focolare gioca un ruolo determinante. Gli alchimisti utilizzano tre tipi di calore: il fuoco umido, o bagnomaria, il fuoco soprannaturale o artificiale, ottenuto mediante l'aggiunta di un acido, o il fuoco naturale.


2- Il sole e la luna
Zosimo di Panopolis, alchimista alessandrino, scriveva nelle proprie "Instructions à Eusébie" (istruzioni per Eusebio) che "Il grande Sole produce l'Opera, poiché è per mezzo del sole che tutto si compie".
Assimilato allo Zolfo rosso o determinando il punto centrale dell'Opera, il sole viene rappresentato da Helios o Osiride. Esso è stato ben presto confuso con Apollo, ma, tale associazione non ha alcuna giustificazione da un punto di vista ermetico.
A dire il vero, il sole non è un ingrediente, ma un principio attivo. Esso rappresenta Dio, l'aquila, il leone, il cervo e, ovviamente, l'oro, alchemicamente denominato "Sole dei metalli". Il sole costituisce l'esito della Grande Opera, il compimento del "magnum opus" simboleggiato dall'albero solare.
Anche la luna è un principio importante, anche se passivo. Essa simboleggia il Mercurio e costituisce l'esito della Piccola Opera, simboleggiata dall'albero lunare.

Il sole e la luna



3- I metalli
Ad ogni pianeta è associato un metallo in base al colore dominante. I sette metalli sono classificati dai più impuri ai più puri. La trasmutazione deve attraversare tutte queste fasi in successione prima di raggiungere la perfezione.
Piombo > Stagno > Rame > Ferro > Mercurio > Argento > Oro
(Pb) (St) (Cu) (Fe) (Hg) (Ag) (Au)



4- Gli elementi
Gli alchimisti utilizzano i 4 elementi per purificare la materia. Essi interagiscono in base al loro carattere comune, ad esempio la terra secca con il fuoco secco.
Da un punto di vista simbolico, si tratta si separare l'anima dal corpo e di raggiungere Dio.


IL VELO DI ISIDE



Statua velata di Iside




Su quella che dovrebbe essere la tomba di Iside, vicino a Menfi, era stata eretta una statua ricoperta di un velo nero. Sulla base della statua era stata incisa questa iscrizione: "Io sono tutto ciò che fu [QUID FUIT], ciò che è [QUID EST], ciò che sarà [QUID ERIT] e nessun mortale ha ancora osato sollevare il mio velo. »
Sotto questo velo si nascondono tutti i misteri e il sapere del passato… La rimozione del velo di Iside rappresenta la rivelazione della luce e il riuscire nel sollevare questo velo equivale al divenire immortale.
Poiché il cammino era seguito volontariamente e riguardava esclusivamente l'individuo, la religione egiziana non ebbe mai uno spirito missionario. Era tollerante verso il mondo e benevolente con i suoi bambini. L'Egitto non volle mai cercare altrove la propria coscienza del mondo, se non nei suoi templi. Non desiderò mai imporli agli altri, e questo è il motivo per cui accolse con reticenza quegli studiosi greci ai quali rimprovera la loro ignoranza e i loro vaniloqui. I loro nomi erano Omero, Solone, Pitagora, Democrito, Eudosso, Erodoto, Giamblico, Platone, Plutarco e Talete.
Tuttavia, per un paradosso il cui segreto è conservato dalla storia, furono proprio i greci a celebrare dappertutto il nome dell'Egitto, diffondendo in tutta l'Europa il culto di Iside ed Osiride. Furono loro a rivelare alcuni aspetti della saggezza degli antichi sacerdoti. Rispettosi, celarono quello che avevano appreso della Conoscenza nascosta nei santuari. Abili nell'arte della parola, lasciarono che il velo di Iside ricoprisse i segreti iniziatici dei quali divennero gli eredi.
In questo inizio del terzo millennio, Conoscenza e Luce sembrano essere ricoperti dalle tenebre; miti e divinità sono scomparsi dal nostro cospetto. Nessun Omero canta più l'apparizione degli dei, nessun faraone accoglie più il sole. Pertanto, quando scende la notte sulle coscienze, gli occhi si rivolgono all'Egitto. È sempre in questo specchio che brillano le Luci celesti, basta guardare ed aprire la propria coscienza, come affermava Guillaume Apollinaire: "è arrivato il tempo di riaccendere le stelle".
"Ignori, tu, o Asclepio, che l'Egitto è l'immagine del cielo […] il muoversi e il calarsi di tutte le cose che sono mosse secondo ordine nel cielo? E se si deve parlare con maggiore esattezza, il nostro paese è il tempio di tutto il mondo."
Ermete Trismegisto, Corpus Hermeticum II

L'iconografia alchemica è composta da simboli e allegorie incomprensibili ai non iniziati. Le illustrazioni riportate nei trattati alchemici costituiscono veri e propri enigmi, nei quali si mescolano uomini, animali, paesaggi, città, divinità mitologiche, forme geometriche, e che spiegano in modo allegorico tutte le operazioni della Grande Opera.




1- Simboli geometrici
I quattro elementi sono simboleggiati rispettivamente da quattro figure, ossia da un triangolo semplice o attraversato da una linea, con l'angolo superiore ottuso o acuto.
Considerati nel loro insieme, i 4 elementi sono raffigurati da una stella a sei punte.
Un triangolo semplice corrisponde alla materia della pietra filosofale ottenuta a partire dai 3 principi (Purificazione - Albificazione - Rubificazione), mentre un quadrato corrisponde alla stessa materia ottenuta a partire dai 4 elementi. Le due forme sovrapposte indicano che la pietra è stata ottenuta dalla combinazione delle due possibilità.
Anche i numeri hanno una loro funzione. Ad esempio, la materia universale è significativamente simboleggiata dal numero 10 in base al seguente calcolo:
1 (materia universale) + 2 (il fisso e il volatile) + 3 (3 principi) + 4 (4 elementi) = 10



2- Il bestiario alchemico
Gli animali, leggendari o meno, hanno un ruolo fondamentale all'interno degli enigmi figurati dell'alchimia. Sebbene siano estremamente complessi e liberamente interpretabili, è tuttavia possibile individuare alcune regole:
- Gli elementi:
Acqua = balena, pesce o il dio Nettuno
Terra = leone, toro
Fuoco = salamandra, drago oppure la spada, la falce o il dio Marte
Aria = aquila
- I metalli:
Mercurio = aquila in volo
Antimonio = lupo
Zolfo o oro = cane
Tutti i simboli possono essere combinati per indicare un'operazione specifica. Ad esempio, un cane divorato da un lupo indica la purificazione dell'oro tramite l'antimonio.
- Il fisso o lo zolfo e il volatile o il mercurio:
Questi due componenti sono raffigurati da animali della stessa specie, ma di sesso diverso. Il maschio incarna il fisso e la femmina il volatile. Accoppiati, tali animali indicano la congiunzione di zolfo e mercurio. Se i due animali si combattono, e a seconda della posizione dominante, esprimono la fissazione del volatile o la volatilizzazione del fisso.
Inoltre, 2 elementi contenuti in uno stesso disegno significano lo zolfo, o il fisso, e il mercurio, o il volatile.
Più genericamente, tutti gli animali alati rappresentano il principio volatile, mentre quelli privi di ali il principio fisso.



3- Le piante e il corpo
Gli alchimisti postulano legami stretti tra l'uomo, gli astri e i regni vegetale e minerale.
Sole: Botton d'oro, Camomilla, Girasole
Luna: Salvia, Giglio, Papavero
Mercurio: Felce, Lavanda, Mughetto
Venere: Ciliegio, Rosa, Rosa canina, Verbena
Marte: Basilico, Genziana, Assenzio
Giove: Timo, Melissa, Cerfoglio
Saturno: Olmo, Cicuta maggiore, Agrifoglio
Agli astri corrispondono inoltre i metalli ed alcuni organi vitali
 Sole   Oro  Cuore
Luna Argento Cervello
Terra Antimonio Sangue
Mercurio Mercurio Sistema  nervoso                           
Venere Rame Reni
Marte Ferro Vescicola biliare
Giove Stagno Fegato
Saturno Piombo Ossa                 
4- Le operazioni della Grande Opera
Ogni operazione dispone di una corrispondente iconografia, per la quale, sebbene sia alquanto vasta, è possibile individuare alcuni principi riconoscibili.
La Prima Materia o materia grezza della Grande Opera è incarnata da orso, cinghiale, ariete, asino, lupo, cane o tartaruga.
L'uovo filosofico trova la propria espressione nella rappresentazione di una camera all'interno della quale sono rinchiusi un re e una regina.
Un uccello in aria simboleggia la volatilizzazione, mentre se è in posizione discendente indica l'albificazione.
Un bagno simboleggia la dissoluzione dell'oro e dell'argento, ossia la purificazione.
La putrefazione è raffigurata dal combattimento tra due draghi, dal corvo o dal caos, il cui colore nero richiama quello dell'opera corrispondente.
L'unione dello zolfo e del mercurio è simboleggiata da un matrimonio officiato da un prete, il sale, che consente l'unione dei due principi. Il fisso e il volatile uniti possono inoltre essere rappresentati da un grifone, animale mitico con testa e petto di aquila e corpo di leone.
Infine, la Grande Opera, ossia la pietra filosofale, è rappresentata da un albero che porta dei soli sui propri rami, da un leone o da un ragazzo incoronato in abito regale di colore rosso. La rubificazione, fase ultima della trasmutazione della materia, è anche raffigurata dalla fenice, l'uccello di Ermete che rinasce dalle proprie ceneri.










































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